L’Arroganza della Perfezione: Un Piedistallo fatto di Paranoie
Diciamocelo senza filtri, la ricerca della perfezione non è un pregio da inserire nel curriculum, è un delirio di onnipotenza. È l’arroganza di chi crede di poter sconfiggere il caos, di essere l’unico pezzo di puzzle "giusto" in un mondo di scarabocchi.
Ma la verità è che questa superiorità è un castello di carte tenuto in piedi dalla paranoia più becera.
Ecco il manuale della tua follia quotidiana:
- Il Controllo Ossessivo: Non è "attenzione al dettaglio", è la paura malata che se molli la presa per un secondo, tutto crollerà. Ti senti il perno del mondo, ma sei solo lo schiavo di un elenco di cose da fare.
- La Paranoia del Giudizio: Vivi nel terrore che gli altri abbiano i raggi X. Sei convinto che la gente non veda te, ma solo quella piccola, insignificante sbavatura che hai cercato di coprire...Ah,ti spoilero una cosa: agli altri non importa nulla, ma la tua arroganza ti fa credere di essere sempre al centro dei loro pensieri.
- Il Confronto Tossico: Guardi gli altri non per imparare, ma per spiarne le crepe. Ti serve il fallimento altrui per giustificare la tua fatica disumana. Se l'altro sbaglia, tu respiri. Se l'altro brilla, tu entri in panico da prestazione.
- L’arroganza del perfezionista è questa: sentirsi un dio mentre si vive da prigioniero. Ti sei costruito un piedistallo altissimo, ma è così stretto che non puoi nemmeno girarti senza aver paura di cadere.
Quanta vita stai barattando per mantenere un’immagine che non concede sconti? E soprattutto, quanto ti senti solo lassù, nel tuo piccolo paradiso impeccabile e senza gioia?
Qual è la paranoia più assurda che ti sei creato per sentirti "perfetto"? O sei troppo arrogante per ammettere di averne una?
Guarda il profilo Psy della Perfezione tratteggiato dal doc Domenico de Berardis
Scegliere per non soccombere. Spesso confondiamo la selettività con la chiusura, con il pregiudizio o, peggio, con l'arroganza. Ma se vi dicessi che saper essere selettivi è, in realtà, l'unico modo per preservare la propria salute mentale? Nel profilo Psy di Psycosí con il doc Domenico De Berardis, esploriamo il confine sottile tra il "muro" (che isola) e il "filtro" (che protegge). Essere selettivi non significa respingere il mondo, ma imparare a distinguere ciò che ci nutre da ciò che ci logora. La vera selettività è un'abilità di sopravvivenza psicologica. Selezione Personale: non è narcisismo, è conoscere i propri limiti per evitare il collasso emotivo. Selezione Sociale: non è isolamento, è la capacità di scegliere ambienti e relazioni che risuonano con il nostro equilibrio, lasciando fuori le dinamiche tossiche.Chi non seleziona subisce. La selettività sana è un atto di libertà che permette alla nostra "architettura psichica" di restare integra anche sotto pressione. La patologia spesso nasce dove non c'è filtro. Chi accoglie tutto indiscriminatamente finisce per smarrire se stesso. La selettività sana è la capacità del Sé di dire 'no' per poter dire un 'sì' autentico a ciò che conta davvero." In un mondo che ci impone di essere ovunque, di dire sempre di sì e di essere iper-connessi, riscoprire il valore della selettività significa riscoprire il valore di noi stessi. La selettività non è un atto di esclusione verso l'altro, ma un atto di amore verso la propria stabilità.
Tra appartenenza e catene...C'è un contrasto tra l'idea romantica (e spesso pericolosa) del "sentirsi parte di qualcuno" e la deriva del controllo totale. Nella seconda parte dell' intervista di Psycosí al doc Domenico de Beradis entriamo nel cuore pulsante — e spesso oscuro — del presente. Esiste un confine sottile, quasi invisibile, tra il dire 'tu mi appartieni' come atto d'amore e il dirlo come atto di proprietà. Ecco qual è la metamorfosi della gelosia: quando smette di essere quel pizzicore che ci fa sentire scelti e protetti (nel sano senso di appartenenza) e diventa patologia. Qual è il momento esatto in cui il desiderio di 'custodire' l'altro si trasforma nel bisogno di 'recluderlo'? In questa seconda parte dell'intervista, analizzeremo i profili psicologici di chi ama con il cuore aperto e di chi, invece, ama con il pugno chiuso. Perché la differenza tra un porto sicuro e una prigione sta tutta nel modo in cui gestiamo la nostra paura di perdere ciò che consideriamo 'nostro'. Possiamo davvero dire di appartenere a qualcuno se non siamo liberi, in ogni momento, di andarcene? O l'appartenenza senza libertà è solo un altro nome per il sequestro emotivo?
La gelosia è un sentimento che tutti pensiamo di conoscere, ma quando smette di essere "pepe" nella relazione e diventa un soffocante delirio di controllo? Nella prima delle due interviste di Psycosí al doc Domenico de Berardis abbiamo esplorato i labirinti della mente gelosa: gelosia "normale" o ossessiva, quel confine sottile tra protezione e possesso. Perché il controllo è l'illusione che distrugge ciò che vorrebbe salvare? Esiste una biochimica della gelosia? E quali sono i segnali d'allarme che indicano lo scivolamento verso una dimensione psicotica o ossessiva? Quali sono le radici profonde dell'insicurezza e come la psichiatria moderna inquadra i disturbi della sfera affettiva? La gelosia può diventare una trappola quando il sospetto diventa un'ossessione che logora chi la prova e chi la subisce. La gelosia non è una prova d'amore, ma una sfida contro un fantasma... "Se mi ami, perché mi controlli?"
E se il tuo orologio fosse il tuo peggior allucinogeno? Il Tempo non è una costante fisica, ma una variabile psichica: la nostra mente non "legge" il tempo, lo crea. @psycosi ha chiesto al doc Domenico de Berardis di tratteggiare il profilo Psy del Tempo. Una discesa nei meccanismi della nostra mente, dove la percezione può trasformarsi in psicosi e i secondi possono diventare elastici. Perché il tempo corre quando amiamo e si ferma quando soffriamo? Non è magia, è la struttura della nostra psiche che modella la realtà. Oggi scopriamo il lato oscuro e affascinante della cronopsicologia. Il tempo non passa: tu lo abiti.
Dove siamo arrivati davvero? È l''era del sesso senza desiderio, la cronaca di una psicosi collettiva. Abbiamo app per trovarlo, tutorial per migliorarlo e filtri per renderlo perfetto. Eppure, non siamo mai stati così distanti. Siamo arrivati al punto in cui sappiamo tutto della tecnica, ma abbiamo paura del contatto. Siamo diventati spettatori della nostra stessa intimità, intrappolati tra il mito della performance e l'anestesia dello stress. Nell' intervista di Psycosí al doc Domenico De Berardis, siamo andati oltre i tabù per rispondere alla domanda che nessuno ha il coraggio di farsi: perché, nonostante tutte le libertà, abbiamo smesso di sentirci liberi a letto? Saremo sicuramente più informati ma, altrettanto sicuramente, meno connessi. Abbiamo trasformato il piacere in un compito a casa. Abbiamo confuso l'eccitazione con la validazione dell'ego. Abbiamo dimenticato che il desiderio non è un interruttore, ma un ecosistema. Con il doc Domenico De Berardis abbiamo analizzato la deriva della sessualità moderna. Dall'impatto della pornografia sulla nostra percezione del corpo, fino alla difficoltà cronica di "lasciarsi andare" in un mondo che ci chiede di avere sempre tutto sotto controllo. Non è solo un'intervista sul sesso. È un'intervista su come stiamo oggi, come esseri umani. Preparatevi a mettere in discussione tutto quello che pensavate di sapere sul piacere.
Dimmi come baci e ti dirò chi sei. Il bacio non è mai "solo" un bacio. È un microscopio puntato sulla nostra anima e sulle nostre dinamiche relazionali. Psicologicamente è il momento in cui abbassiamo le difese e permettiamo all' altro di entrare nel nostro spazio più intimo. In pochi secondi il nostro cervello elabora una quantità enorme di informazioni: attaccamento, empatia, dominanza e sottomissione. Secondo la "filematologia" - la scienza del bacio - durante questo atto scambiamo dopamina, ossitocina e serotonina..un vero e proprio check-up biochimico della compatibilità di coppia. Psycosí ne ha fatto un profilo psicologico, analizzato perfettamente dal doc Domenico de Berardis...un viaggio tra verità che spesso non abbiamo il coraggio di dire a voce...
Perché il fascino di chi scappa è così magnetico? Nella prima parte dell' intervista di Psycosí al doc Domenico de Berardis sulla Personalità Evitante, abbiamo visto l’armatura. Stavolta scendiamo nel profondo e analizziamo il confine sottile tra l'indipendenza e la paura dell'intimità. Scopriamo perché l'attrazione verso una personalità evitante può diventare un labirinto. Come distinguere il vero fascino dalla strategia di difesa? Perché restiamo intrappolati nell'attesa di un segnale? C’è una differenza enorme tra chi è autonomo e chi usa l’autonomia per proteggersi dall'amore. È l' evitante che mette in atto tossiche dinamiche di ghosting o ..al contrario, è possibile costruire un ponte verso chi teme il legame? Lo scoprirete se guardate l' intervista.. personalità evitante parte 2
Volevi esserci, ma hai inventato una scusa..di nuovo. Diciamocelo chiaramente: non è "essere introversi" e non è "amare la propria solitudine". È paura. Si chiama Disturbo Evitante di Personalità, ma per chi lo vive è un sabotaggio costante. È quella voce che ti sussurra che non sei mai "abbastanza", che gli altri ti giudicheranno e che l’unico modo per non fallire è... non presentarsi affatto. Il paradosso? Più scappi dagli altri per proteggerti, più ti condanni a una solitudine che non hai scelto. Nella prima parte dell' intervista di Psycosí al doc Domenico de Berardis sulla personalità evitante, smontiamo la maschera della timidezza. Perché preferisci restare a casa anche quando muori dalla voglia di uscire?Come il timore di un "no" finisce per bloccare la tua intera vita? L'evitamento è una protezione o una prigione? Non è un'intervista sulla timidezza. È un'analisi su come smettere di nascondersi dietro un guscio che ti sta stretto. Smettiamola di chiamarla "riservatezza". Parliamo della realtà. Hai mai rinunciato a un'opportunità solo per paura di essere giudicato? L' evitante non vuole stare solo, vuole essere accettato, ma ha così paura di fallire che preferisce non esistere..
La dittatura della quiete: perché abbiamo smesso di desiderare? Esiste una stanchezza che non si cura con il sonno. È quella sensazione di essere finiti in una quiete stagnante: una palude fatta di impegni, scadenze e algoritmi che decidono per noi cosa guardare, cosa comprare e, alla fine, cosa sognare. Ci hanno venduto la stabilità come il traguardo massimo, ma per molti è diventata una prigione silenziosa. Il profilo Psy di @psycosí è dedicato al Desiderio.. James Hillman, ne Il codice dell’anima, scriveva che ognuno di noi nasce con una vocazione, un Daimon — quel "compagno invisibile" che custodisce il nostro disegno vitale. Il desiderio non è un capriccio infantile o un lusso per chi ha tempo da perdere; è il segnale che il Daimon è ancora vivo. Ma cosa succede quando smettiamo di ascoltarlo? Lo ha spiegato il doc @domenico de beradis.. "stare tranquilli" non è la soluzione, rischiamo di non accorgerci che quella tranquillità è acqua che ristagna. Eccolo il paradosso del desiderio.. In un mondo che ci vuole performanti e prevedibili, desiderare qualcosa di "fuori tracciato" è un atto di ribellione. Il desiderio è scomodo. Agita le acque. Ci costringe a fare i conti con chi siamo davvero, oltre il ruolo che ricopriamo in ufficio o in famiglia. Il profilo Psy del Desiderio nasce per questo: per smuovere il fondo della palude. Per ricordare che il destino non è qualcosa che subiamo, ma qualcosa che chiamiamo a gran voce ogni volta che abbiamo il coraggio di voler essere altro da ciò che "dovremmo" essere. E tu? Preferisci una calma che soffoca o una tempesta che ti riporta a casa?
Dimenticate il mito degli opposti che si attraggono. La scienza ci dice l'esatto contrario: siamo dei "narcisisti biologici". Si chiama Accoppiamento Associativo ed è la tendenza a scegliere partner che sono lo specchio di noi stessi: stesso reddito, stessa laurea, stessa bolla sociale. Con l'intervista di Psycosí al doc Domenico de Berardis abbiamo smontato il romanticismo da film per guardare in faccia la realtà: l'amore moderno sta diventando il più grande acceleratore di disuguaglianza del secolo. Stiamo scegliendo l'anima gemella o stiamo solo ottimizzando un investimento? Il tuo prossimo appuntamento è un colloquio di lavoro? Probabilmente sì, ma non lo sai. L’accoppiamento associativo è l’algoritmo invisibile che ti spinge a cercare qualcuno con il tuo stesso identico background.. insomma..abbiamo sempre pensato che il cuore non seguisse regole e invece siamo parecchio prevedibili: cerchiamo chi ci somiglia per proteggere il nostro status... Avvisati: non guarderete più il vostro partner con gli stessi occhi !
Chimica o Scelta? Il confine sottile tra corpo e cuore. Cosa succede quando l’attrazione fisica incontra il sentimento? È possibile che l'una escluda l'altro, o sono due facce della stessa medaglia? Mi piace o lo amo? Quante volte ci siamo posti questa domanda? Spesso confondiamo il fuoco dell'attrazione con la stabilità del sentimento, o viceversa, temiamo che la mancanza di uno annulli l'altro. L'intervista di Psycosí al doc Domenico de Berardis ci accompagna in un viaggio dentro i meccanismi della mente e delle emozioni. Abbiamo esplorato la differenza biologica tra desiderio e innamoramento. Perché a volte siamo attratti da chi non "sentiamo" vicino? Come integrare queste due spinte per costruire relazioni sane... perché "l' attrazione accende la miccia, ma è il sentimento che tiene acceso il fuoco" Un’analisi lucida che ci aiuta a capire meglio chi amiamo e perché. Cosa imparerai da questa intervista? Come gestire il "corto circuito" emotivo. Il ruolo della mente nel desiderio. Non perderti questo approfondimento e iscriviti al canale YouTube di Psycosí
Ma sul serio gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere ? Esistono differenze biologiche strutturali nel nostro modo di pensare o è tutto frutto dell'educazione e dell'ambiente ? Cervello maschile e cervello femminile parlano davvero lingue diverse ? Dalla gestione dello stress alla memoria emotiva, il cervello maschile e quello femminile presentano sfumature affascinanti e spesso incomprese. Psycosí insieme al doc Domenico De Berardis ha esplorato la complessa architettura di queste dinamiche. Siamo andati oltre i cliché per capire come la biologia influenza (o meno) le nostre emozioni, il linguaggio e il comportamento. Dalla gestione dello stress alla memoria emotiva, il cervello maschile e quello femminile presentano sfumature affascinanti e spesso incomprese. Quindi..cosa succede 'sotto il cofano ? E come la diversità cerebrale può diventare un punto di forza nelle relazioni di ogni giorno? ..tutte le risposte nell' intervista di Psycosí !
È lei. La corteccia prefrontale, quella parte del cervello che si trova proprio dietro la nostra fronte è il motore delle nostre...funzioni esecutive,il centro di comando. È sempre lei che ci permette di controllare gli impulsi e raggiungere i nostri obiettivi. Ho chiesto al doc Domenico de Berardis i profili Psy di concetti astratti come il tempo, il bacio, il desiderio, la speranza, la seduzione, la selettività, la perfezione. Ecco, tutti diventano funzioni concrete esattamente grazie alla corteccia prefrontale. Ma per non sbagliare..o il meno possibile bisogna tenerla in forma! Come? Ce lo dice il doc! Ah! Li vedrete tutti qui e molto presto!
Guarda! Guarda che? Guarda che se guardi sempre con gli stessi occhi non ti accorgi più di niente! Non vedi più niente, dai tutto per scontato e non ti sorprendi più... che brutta cosa! E allora? Allora il regalo di Psycosí è appunto uno sguardo diverso, da un altro punto di vista. Quello di Maarten Van Aalderen, collega giornalista, corrispondente in Italia per un grande quotidiano, il De Telegraaf ( il principale e più antico quotidiano dei Paesi Bassi, fondato nel 1893 ad Amsterdam). Per sei volte presidente della Stampa Estera e autore di due libri sul nostro Bel Paese: "Talenti d'Italia", venti interviste ad altrettante giovani eccellenze emergenti e "Il bello dell' Italia", dove Maarten ha lasciato raccontare l' Italia a venticinque giornalisti stranieri, tutti corrispondenti per le rispettive testate estere..E si sa come sono gli olandesi, oltre ai tulipani i mulini a vento e gli zoccoli, c'è molto di più. Onesti, diretti, a tratti severi ma estremamente aperti e flessibili. Quando ho proposto a Maarten Van Aalderen l' intervista, ha subito accolto l' idea. Sconfessare i luoghi comuni e aprire un nuovo punto di vista. Lo ringrazio, col cuore di un' Italiana che ama scoprire il bello per continuare ad incantarsi anche dove "sembra" che non ci sia più niente da vedere!
Il momento perfetto, quello dell' allineamento dei pianeti maggiori, quello del point break.. ecco sì, solo quando arriva quell' istante immacolato.. allora agisco... E allora stai fresco!..te lo dico col cuore.. guarda che questa visione manicheistica non ti porterà molto lontano, semmai il contrario! Procrastination is the thief of time...La procrastinazione è il ladro del tempo. Che siano cause esterne, come compiti spiacevoli, o interne, come una corteccia prefrontale non ancora ben sviluppata... rimandare porta solo stress, sfiducia, demotivazione e ingigantimento... Che fare allora? Ad esempio, ascoltare i saggi consigli del doc Domenico de Berardis nell' intervista di Psycosí!
Smettila di pensare e radicati nel presente, nel qui ed ora! Perché questa è l' unica realtà esistente. L' overthinking, il rimuginare sul passato o su preoccupazioni per il futuro, non portano a nulla...se non creare problemi quasi inutili, con il rischio di ingigantire situazioni spesso molto meno preoccupanti di quanto vogliamo convincerci! C'è una frase molto significativa, molto semplice e molto efficace, che dice: " Se c'è soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è soluzione perché ti preoccupi?" Nel primo caso è sufficiente agire, nel secondo caso...fare altro... Di overthinking ne abbiamo parlato con il doc Domenico de Berardis e ne sono uscite di soluzioni!
L' aggressività è una caratteristica del nostro tempo.. la definizione esatta e comprensiva di ogni suo aspetto la si deve a due autori, Baron e Richardson, che nel 1994 così la individuarono: "un atto intenzionale volto a causare dolore o danno a un'altra persona, in particolare nel contesto della psicologia sociale." La loro definizione si focalizza sull'intenzionalità del comportamento e sull'evitamento di tale trattamento da parte della vittima. Ne abbiamo parlato con il doc Domenico de Berardis..alla luce dei nostri tempi, nelle sue conseguenze, e come riuscire a riconoscere quella "buona" da quella "cattiva"..fermarsi e, semmai, canalizzarla in azioni più edificanti e costruttive..
Allora? Dove andiamo? Al mare o in montagna?La scelta non è così ovvia, molto dipende da cosa cerchiamo per rigenerare corpo e mente e dallo stato d'animo che ci guida...ma, qualunque essa sia, la destinazione parte sempre da un' aspettativa che descrive la nostra indole. Entrambe offrono infatti vantaggi unici che possono aiutare a recuperare equilibrio e buonumore e, magari, sorprenderci davanti alla maestosità di un paesaggio montano o dal mare in burrasca in pieno inverno...Fare nuove esperienze, anche solo per poche ore, spesso è un ottimo modo per regalarci stimoli positivi e occasioni per ricaricare corpo e mente... come ci spiega il doc Domenico de Berardis
"Solo io ti capisco veramente” ..“Non sarai mai felice senza di me”.. “Sei tu il problema, non io” ..“Te lo sei immaginato".."Sei fortunato/a ad avermi”..“Mi fai arrabbiare, è colpa tua se reagisco così” Se sentite spesso queste frasi da chi vi è vicino, beh..molto probabilmente avete a che fare con un narcisista... che con le parole manipola le sue relazioni. Dipendenza emotiva, svalutazione, controllo e tanta, troppa, confusione. Il narcisismo, seppur innato e normale se coincide con l' equilibrio dell' amor proprio, può trasformarsi in una trappola infernale dalla quale diventa difficile uscire...a meno che non ascoltiate i consigli del doc Domenico De Berardis nella seconda parte dell' intervista sul narcisismo.
Quello patologico colpisce una percentuale piuttosto bassa della popolazione, tra l' uno e il sei percento.. anche se negli ultimi anni si registra un incremento dovuto alle caratteristiche della società moderna che incentivano i tratti di personalità narcisistica. Comunque, senza entrare nel patologico, lo siamo un po' tutti.. è il naturale bisogno di cercare noi stessi nell' altro, per conferma, per paura del fallimento..o per un' autostima fragile o ancora per una vulnerabilità che fa gestire male le emozioni... Ma la condanna più grande del narcisista è l' incapacità di dare e ricevere amore, perché non lo conosce Ne parliamo nella prima parte dell' intervista con il doc Domenico de Berardis che ha fornito validi strumenti per riconoscere i tratti narcisistici...accettarli, nei limiti, sconfiggerli se necessario.
Michael Phelps, Usain Bolt, Muhammad Alì, Abebe Bikila, Michael Jordan, Michel Platini, Airton Senna, Maradona... possiamo andare avanti ancora e ancora a elencare grandissimi campioni dello sport. Esempi di talento, volontà, disciplina, perseveranza e anche qui... ancora e ancora con tutto quello che rappresenta lo Sport... Ma se, molto più semplicemente, lo facessimo per noi stessi, per modulare davvero tutto questo su un benessere personale...non è forse proprio questo il bello di saperci misurare? Ecco il profilo psicologico dello Sport e il suo alto valore spiegato perfettamente dal doc Domenico de Berardis
n psicologia, il termine "ombra" si riferisce alla parte inconscia e spesso negativa o inaccettabile della personalità che una persona tende a reprimere o ignorare. Questo concetto, introdotto da Carl Gustav Jung, include aspetti repressi come impulsi oscuri, desideri inconfessati e aspetti che si considerano indegni, ma anche istinti normali e qualità che non sono state pienamente sviluppate. Integrare l'ombra, ovvero riconoscerla e accettarla, è considerato fondamentale per la crescita personale e per raggiungere un senso di completezza....il doc Domenico de Berardis lo ha spiegato così...
Molto di più. Può l' amore trovare un' unica forma? No. L' amore è mutamento e movimento, è un fluire continuo e costante e guai a fermarlo. Può essere per se stessi, per qualcuno, per qualcosa, può assumere forme differenti.. ma mai e poi mai costringerlo a condizioni...il suo profilo, tanto fluido quanto bello, lo ha spiegato il doc Domenico de Berardis.
..E se è virtuale? È sempre tradimento? E gli ormoni? Possono davvero influire? E come nasciamo? Monogami o poligami? E l' attrazione..? È tradimento anch'essa? Quanti luoghi comuni ruotano attorno al concetto del tradire? Si deve dire per forza tutto al partner? Quanto può diventare pericolosa l' iper condivisione? Nella seconda parte dell' intervista sul tradimento, con il doc Domenico de Berardis siamo andati oltre le comode standardizzazioni e le risposte sono state... sorprendenti!
"Nella vita, le due emozioni più futili sono il senso di colpa per ciò che è accaduto, e l' inquietudine per ciò che potrebbe accadere. Eccoli qui, i grandi sprechi! Inquietudine e Colpa.. Colpa e inquietudine".. Chiunque l' abbia detto e scritto, aveva ed ha ragione. I motivi? Sicuramente uno è perché spesso si ha la tendenza a biasimare gli altri per cose che facciamo noi..ed è davvero brutto e poco edificante essere sconfessati dalle proprie colpe! E poi perché può non esserci colpa, ma ci saranno i pensieri che possono diventare distruttivi.. insomma, il senso di colpa può renderci la vita un po' troppo amara... ma, in fondo..ne vale la veramente la pena!? La risposta l' ha data l' autorevole voce del doc Domenico De Berardis
È morale? È fisico? È giusto? È sbagliato? È un atto rivoluzionario o...un atto di "paraculaggine"!?No. Nessun giudizio e nessuna pretesa di entrare in dinamiche molto spesso complicate e, purtroppo, spesso da risvolti drammatici. Ma quali sono e da cosa dipendono i confini di un atto che può compromettere due elementi cardine di un rapporto sano come la fiducia e il rispetto ? Ne abbiamo parlato con il doc Domenico De Berardis in questa intervista di Psycosí e si è scoperto che..
Quando inizia un viaggio? L' ultima intervista di Psycosí, prima della pausa estiva, è dedicata all' esperienza per eccellenza... partire, andare... viaggiare. Ci può arricchire, ci può sorprendere, ci può anche salvare... ma l' importante è spostarsi. Che sia intercontinentale o di pochi chilometri...se non mentale..un viaggio è comunque accogliere l'ignoto! Ce lo spiega e ce ne racconta qualcuno dei suoi il grande doc De Berardis! E allora... buon viaggio a tutti!
Il dizionario Treccani della lingua italiana definisce la bellezza come “Qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all'anima”, che suscita sentimenti di ammirazione, grandezza, nobiltà, piacere o perfezione.... Definire la bellezza può essere la cosa più difficile...i tempi, i gusti, la moda, la società ne influenzano la percezione..e allora!?... allora cercare sempre e ovunque la bellezza, anche nell' inaspettato e non renderla mai scontata! Il doc De Berardis ci indica come fare!
Non riesci a ragionare, a decidere, a sentire in modo pieno. A volte ti senti impedito a progredire attraverso le varie fasi della vita. Ecco che combina una cattiva gestione delle emozioni! Quando invece riusciamo a gestirle ci troviamo in una condizione stupenda! Quella della consapevolezza dei nostri pensieri, riuscendo a renderli più equilibrati e realistici. Solo in questo modo possiamo superare anche blocchi emotivi che ci impediscono di utilizzare al meglio le nostre risorse personali. Il doc Domenico De Berardis ha ottimi consigli per noi!