Rubrica semiseria di psicologia

Psycosì... perché sono curiosa!

Un pò per natura, un pò per deformazione professionale osservo tutto: comportamenti, persone, fatti. Cerco risposte, provo a darle quando posso e se non riesco, chiedo a chi ne sa più di me. Non sempre servono e non sempre esistono ma una buona analisi psicologica può rivelare l'inaspettato!

Ringrazio il Dr. Domenico De Berardis per il prezioso contributo, con la sua esperienza e professionalità ha risposto alla mia curiosità e alla vostra!

Per questo... Psycosí!

Bianca Sortino

Bianca Sortino

Dr. Domenico De Berardis

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Ti amo, ti voglio, ti controllo: anatomia di un cavallo di Troia affettivo. C’è chi la chiama chimica, chi colpo di fulmine, e chi — con molta più precisione clinica — cavallo di Troia. La seduzione, quella patinata e strategica, viene spesso venduta come l'arte suprema del corteggiamento. In realtà, nei casi più scaltri (e meno sani), non è che un elegante sistema d’infiltrazione. Un modo impeccabile per superare le difese altrui, piantare le tende nel perimetro mentale dell'altro e, pian piano, iniziare a ridefinirne i confini. Il problema è che la linea di demarcazione tra il desiderio di conquistare e la smania di possedere ed esercitare il controllo è così sottile da dissolversi alla prima vera frizione. Quando l'attenzione dell'altro non è più un dono, ma un tributo che ci è dovuto; quando l'interesse si trasforma in sorveglianza e la "cura" somministrata a piccole dosi diventa il collante di una dipendenza... beh, stiamo uscendo dal territorio dell'amore per entrare dritti nel manuale della manipolazione. Nella seconda puntata di Psycosì, insieme al doc Domenico De Berardis, smontiamo la retorica del "ti conquisterò a tutti i costi". Parleremo di come riconoscere il confine sottilissimo (e pericoloso) tra il fascino autentico e le manovre di controllo sotterraneo. Perché la seduzione manipolatoria ha bisogno di insicurezze altrui per prosperare. La differenza radicale — e salvifica — tra una relazione basata sull'autonomia e una tenuta in piedi dai ganci invisibili del ricatto emotivo. Perché no, non è passione: spesso è solo un tentativo di annessione territoriale travestito da romanticismo. La nuova puntata vi aspetta online. Accendete il cervello, prima ancora delle difese.

Quante volte ci siamo sentiti dire "ti capisco perfettamente", avvertendo però, nello stesso istante, una strana sensazione di freddezza o, peggio, di intrusione? Come se quella vicinanza ostentata non fosse un ponte verso l'altro, ma una strategia. Una mossa per accorciare le distanze non per reale affinità, ma per occupare uno spazio, aggirare le difese, controllare. Ricomincia Psicosì, e per questa prima puntata della nuova stagione abbiamo voluto mettere i piedi nel piatto su un tema scivoloso e fin troppo comune: la falsa empatia. Perché dobbiamo dircelo chiaramente: a volte bisogna essere un po' meno ingenui. Quando l'avvicinamento dell'altro diventa soffocante, calibrato o strumentale, quel senso di fastidio che proviamo non è chiusura nostra, ma un campanello d'allarme sano. È una reazione di difesa legittima di fronte a chi usa la comprensione come un grimaldello e la gentilezza come una forma di controllo mascherato. Per capire come smascherare questi meccanismi, imparare a fidarci del nostro istinto e proteggere i nostri confini senza sentirci in colpa, c'è come sempre il nostro punto di riferimento, il grande Doc, lo psichiatra Domenico De Berardis. Una conversazione aperta, senza filtri e senza sconti, per tornare a guardarci dentro e smettere di scambiare per cura ciò che è solo tattica. La nuova stagione è ufficialmente aperta. Da dove vogliamo cominciare?

Per l’ultima puntata di questa stagione di Psycosí, abbiamo deciso di dare un vero pugno allo stomaco, senza filtri. Perché dobbiamo avere il coraggio di dirlo chiaramente e leggere un dato incontrovertibile: la solitudine, oggi, miete più vittime di quanto osiamo ammettere. Non è una passeggera sensazione di malinconia, ma un’emergenza silenziosa che si alimenta di un doppio, drammatico cortocircuito: Da un lato, la vergogna: il terrore di ammettere di essere soli, che ci spinge a nasconderci e a isolarci ancora di più. Dall’altro, la mancanza di empatia: un’incapacità diffusa di comunicare davvero e di accorgerci del silenzio di chi ci cammina a fianco. Ma dopo il pugno allo stomaco, arriva il momento di andare avanti e ricostruire. Se rompiamo questo tabù e impariamo a parlarne in modo chiaro, la solitudine smette di essere una condanna. Può diventare, invece, un'incredibile opportunità per ascoltarsi nel profondo e gettare le basi per relazioni più sane, forti e autentiche. Per chiudere questa stagione con la puntata più importante e necessaria, non potevamo scegliere tema diverso. Ne parliamo mercoledì nell'intervista con il grande doc Domenico De Berardis. Un dialogo forte, che scuote le coscienze ma che ci mostra la strada per ritrovare gli altri. Vogliamo parlarne insieme già da ora: vi è mai capitato di sentirvi invisibili in mezzo alla folla? Cosa vi ha frenato dal chiedere aiuto? Vi leggiamo nei commenti. Ci vediamo mercoledì per l'ultimo, straordinario appuntamento di questa stagione. Prepariamoci a riflettere davvero.

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